Chiedere bene
Fra una risposta corretta e una che puoi usare davvero non c’è di mezzo il modello. C’è quello che hai scritto tu.
È l’unica cosa di Userbot che non si impara guardando l’interfaccia, perché non c’è nessun pulsante da trovare. Si impara in mezz’ora, e poi si smette di pensarci.
I quattro pezzi
Una richiesta che funziona dice quattro cose. Non servono tutte ogni volta, ma quando una risposta esce generica quasi sempre ne manca una.
L’ultimo è quello che cambia di più il risultato ed è anche quello che si dimentica per primo. Senza materiale il modello risponde con quello che sa in generale, che sul vostro listino e sui vostri contratti non è quasi mai la risposta giusta.
Prima e dopo
Tre richieste vere, prima scritte come vengono e poi scritte bene. Il contenuto non cambia. Cambia quanto ne sa Userbot nel momento in cui comincia a rispondere.
Riassumere un documento
Come viene: Riassumi questo contratto.
Scritta bene: Riassumi il contratto allegato in dieci righe, per un collega che non l’ha mai visto. Metti in evidenza le scadenze e le penali, e chiudi con le tre cose da decidere questa settimana.
La prima produce un riassunto corretto e inservibile: non sa a chi serve, quanto deve essere lungo, né cosa in quel contratto conta davvero.
Cercare qualcosa nei vostri documenti
Come viene: Che sconto possiamo fare?
Scritta bene: Nel listino 2026, qual è lo sconto massimo previsto per la fascia B? Se ci sono condizioni particolari, scrivi anche il paragrafo da cui vengono.
La prima non nomina il documento e non dice cosa sarebbe una risposta buona. La seconda si verifica in dieci secondi, perché hai chiesto tu da dove deve venire.
Scrivere qualcosa che poi manderai
Come viene: Scrivi una mail al cliente per il ritardo.
Scritta bene: Scrivi una email al cliente per dire che la consegna slitta di due settimane. Tono diretto, senza ripetere le scuse. Una riga su cosa è successo, la nuova data, e cosa facciamo per ridurre il disagio. Dieci righe al massimo.
La differenza non è la lunghezza della richiesta. È che nella seconda hai già deciso tu le tre cose che avresti dovuto correggere a mano nella prima.
Non serve dichiarare chi deve essere
«Fai finta di essere un avvocato esperto» è una cosa che si scrive una volta sola, nelle istruzioni di un agente, non in ogni messaggio. In chat quel pezzo c’è già: la descrizione dell’azienda impostata da chi amministra e le tue istruzioni personalizzate vengono passate al modello ogni volta, senza che tu debba ripeterle.
Se ti accorgi di riscrivere sempre le stesse premesse prima della domanda vera, non stai scrivendo una richiesta. Stai scrivendo la configurazione di un agente. → Quando serve un agente
I tre modi in cui si sbaglia
Chiedere poco e aspettare il meglio. «Riassumi», «scrivi una mail», «analizza questi dati». La risposta esce generica perché la richiesta lo era, e la conclusione che se ne trae di solito è che lo strumento non serve. Le prime volte capita a tutti: si chiede a Userbot molto meno di quanto si spiegherebbe a un collega nuovo.
Chiedere senza dare il materiale. Se la domanda riguarda una cosa vostra e non hai allegato niente né richiamato una cartella, la risposta è scritta a braccio. Si riconosce subito: sotto non c’è nessuna fonte. Quando le fonti ci sono, aprine almeno una prima di fidarti di un numero o di una data. → Fonti e citazioni
Rifare a mano invece di dire cosa non va. Quando la risposta è quasi giusta, la reazione istintiva è aprire il testo e correggerlo. Costa più tempo che scrivere una riga di correzione, e soprattutto non insegna niente alla conversazione: la volta dopo ricomincia uguale. Rispondi dicendo cosa cambiare, oppure modifica il messaggio che avevi mandato e rimandalo. → Riprendere, modificare, rigenerare
Quando la richiesta comincia a diventare lunga
È un buon segno, e vuol dire che è ora di non riscriverla più ogni volta.
- La riscrivi uguale ogni settimana → salvala come prompt, e trasforma in segnaposto la parte che cambia, tipo il nome del cliente o il trimestre. → Salvare e riusare un prompt
- La stessa richiesta serve anche ai colleghi → diventa un agente, così le istruzioni le scrive una persona sola e la risposta è la stessa per tutti. → Quando serve un agente
- Ci incolli ogni volta gli stessi documenti → quei documenti non sono la richiesta, sono la conoscenza di un agente. → Dare conoscenza a un agente
Quello che non cambia niente
Girano molti consigli su come parlare a un’intelligenza artificiale. Questi non fanno differenza, e toglierli accorcia la richiesta senza peggiorarla.
- Essere gentili o essere bruschi. «Per favore» e «grazie» non spostano il risultato. Scrivili se ti viene naturale, non perché servono.
- Dire che è importante. Promettere una mancia, dire che ne va del tuo lavoro, scrivere in maiuscolo. Sono formule che circolano e non hanno effetto.
- Chiedere «sei sicuro?». Il modello cambia la risposta comunque, anche quando la prima era giusta, quindi non è una verifica. La verifica è aprire la fonte.
L’unica scorciatoia che funziona davvero è farsi aiutare a chiedere. Se non sai come impostare una richiesta complicata, descrivi il problema a parole tue e chiedi a Userbot di scrivere lui la richiesta, poi correggila. Costa un messaggio in più e fa risparmiare i 5 tentativi successivi.

