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Integrazioni personalizzate e MCP

Collegare un sistema che non è nel catalogo: le tre vie disponibili e quando usarle.

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Il catalogo copre gli strumenti diffusi. Non copre il gestionale scritto in casa, il servizio interno, l’API di un fornitore che usate solo voi, l’agente che un altro team ha costruito su un’altra piattaforma. Per quelli l’integrazione la definisci tu.

Si parte da Integrazioni → Aggiungi integrazione, che apre un menu con tre voci: Da zero, Connetti MCP remoto e A2A. Il pulsante lo vede solo chi ha il permesso Creare integrazioni, che di norma hanno Editor e Admin.

Il menu del pulsante Aggiungi integrazione con le tre voci Da zero, Connetti MCP remoto e A2A, ciascuna con una riga di spiegazione

Le integrazioni create stanno nella scheda Create da me, che mostra tutte quelle dell’area di lavoro. Da lì in poi si usano in chat richiamandole con @, e nei workflow come blocchi della categoria Integrazioni. Gli agenti remoti diventano invece agenti a tutti gli effetti.

La finestra Aggiungi integrazione: in alto la riga Tipo con le tre schede Costruisci integrazione da zero, Connetti MCP remoto e Connetti agente remoto (A2A), qui sulla prima; sotto il nome, la descrizione e il pulsante Crea

Le tre vie

Costruisci integrazione da zero

Definisci una per una le chiamate HTTP che l’AI potrà fare, con o senza autenticazione. Per API vostre o di fornitori.

Connetti MCP remoto

Colleghi un server Model Context Protocol già esistente e Userbot ne scopre da solo gli strumenti.

Connetti agente remoto (A2A)

Colleghi un agente che vive altrove e parla il protocollo Agent2Agent: diventa un agente di Userbot.

Il criterio di scelta è breve:

  • Il sistema espone già un server MCP, vostro o del fornitore? Usa MCP: non descrivi niente a mano e gli strumenti restano allineati al server.
  • Hai un’API HTTP e ti servono poche operazioni precise (crea ticket, cerca cliente, aggiorna stato)? Costruiscila da zero.
  • Vuoi delegare un intero compito a un agente esterno, che ragiona e risponde da solo? Collegalo come A2A. La differenza con MCP è questa: MCP ti dà singoli strumenti che usa l’AI di Userbot, A2A ti dà un agente con il suo modello e i suoi strumenti.

Nella finestra di creazione la riga Tipo ti lascia cambiare idea anche dopo aver scelto dal menu.

Costruire da zero

Dopo aver dato nome e descrizione all’integrazione, la configurazione ha due sezioni.

Autenticazione. Tre modalità: Nessuna, API Key (indichi il nome dell’header, per esempio X-API-Key, e il valore) e Bearer Token. Le credenziali si scrivono una volta e non vengono più rimostrate: quando ci torni vedi dei puntini, e lasciando il campo vuoto resta quella salvata.

Azioni. Ogni azione è una chiamata HTTP, e si descrive con questi campi:

CampoCosa ci scrivi
Nome azioneUn identificativo breve e parlante, per esempio crea_ticket
MetodoGET, POST, PUT, PATCH, DELETE
DescrizioneQuando l’AI dovrebbe usare questa azione
URLL’indirizzo da chiamare, con i valori variabili come segnaposto
Header e BodyJSON, con gli stessi segnaposto. Il body non compare sulle GET

I segnaposto disponibili sono due: {{args.chiave}} per i valori che l’AI passa al momento della chiamata, {{auth.chiave}} per le credenziali salvate. Un esempio completo:

POST https://api.interno.it/tickets
Body {"titolo": "{{args.titolo}}", "priorita": "{{args.priorita}}"}

Il campo che determina se l’integrazione funzionerà è la descrizione, non l’URL: è l’unica cosa che l’AI legge per decidere se quell’azione è quella giusta. Scrivila come diresti a un collega nuovo: «apre un ticket di assistenza; usala quando il cliente segnala un guasto e non c’è già un ticket aperto». Una descrizione come «chiamata tickets» non le basta a scegliere bene.

Un’azione HTTP costruita a mano non ha un test da superare: appena la salvi diventa uno strumento a disposizione dell’AI, indirizzo sbagliato compreso. Prima di farla usare ad altri, richiamala tu in una chat con @ e falla eseguire almeno una volta guardando cosa succede sul sistema di destinazione.

Collegare un server MCP

MCP è il protocollo con cui un sistema espone i propri strumenti a un’AI in modo standard. Se il vostro l’ha già, non c’è niente da descrivere.

Il server deve essere remoto, raggiungibile dai server di Userbot, e parlare il trasporto Streamable HTTP. Un server che gira sul portatile di qualcuno, o dentro la rete aziendale senza un indirizzo raggiungibile, va esposto prima.

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Inserisci l'indirizzo

Nel campo URL del server metti l’indirizzo del server MCP che ti ha dato chi lo gestisce. Se servono, aggiungi gli Header, coppie nome/valore usate di solito per l’autenticazione: i valori salvati non vengono rimostrati.

La finestra con il tipo Connetti MCP remoto: il campo URL del server compilato, Aggiungi header sotto e il pulsante Verifica connessione evidenziato
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Verifica la connessione

Verifica connessione interroga il server e apre l’Anteprima server: quanti strumenti ha scoperto e, per ognuno, descrizione e parametri. Se qualcosa non va, sotto il campo compare il messaggio di errore del server.

L'anteprima dopo una verifica riuscita: il nome e la versione del server e gli strumenti scoperti, ciascuno con la sua descrizione
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Dai un nome e crea

In Nome e descrizione scegli un’Icona (un’emoji, oppure Carica immagine, JPG, PNG, WebP o GIF fino a 2 MB) e, se vuoi, Nome (opzionale) e Descrizione (opzionale): lasciati vuoti, si prendono dal server. Poi Crea, che compare solo dopo una verifica riuscita.

Dopo la verifica, a sinistra Nome e descrizione con l'icona e i campi facoltativi, che riprendono il nome del server, e in basso a destra Crea evidenziato

Gli strumenti che l’AI potrà usare sono esattamente quelli trovati dalla verifica, e l’elenco viene memorizzato in quel momento. Se sul server ne aggiungete o ne cambiate, apri l’integrazione, Modifica, e premi Connetti server perché Userbot li veda.

Collegare un agente remoto (A2A)

Agent2Agent è il protocollo con cui un agente si presenta e riceve compiti da un altro. L’agente remoto pubblica una Agent Card, una scheda che dice chi è e cosa sa fare. Oltre al permesso Creare integrazioni serve poter creare agenti.

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Inserisci l'indirizzo

In URL agente o Agent Card metti l’indirizzo dell’agente oppure quello diretto della sua scheda, di solito /.well-known/agent-card.json sul suo dominio. Se manca https:// viene aggiunto da solo. Aggiungi gli Header se l’agente richiede un’autenticazione.

La finestra con il tipo Connetti agente remoto (A2A): il campo URL agente o Agent Card compilato, Aggiungi header e il pulsante Verifica connessione evidenziato
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Verifica la connessione

Verifica connessione legge la scheda e apre l’Anteprima agente: le skill che dichiara, con descrizione ed esempi, la versione, i link a documentazione, informativa privacy e termini di servizio. Visualizza JSON mostra la scheda completa.

L'anteprima dell'agente remoto dopo la verifica: nome, versione e descrizione letti dalla sua scheda e le skill dichiarate, con le loro etichette
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Dai un nome e crea

Nome (opzionale) e Descrizione (opzionale) cambiano come l’agente appare in Userbot; se li lasci vuoti si usano quelli della scheda. Poi Crea.

Dopo la verifica, Nome e Descrizione facoltativi già proposti dalla scheda dell'agente e, in basso a destra, Crea evidenziato

Nella pagina Agenti compare un nuovo agente, segnato come Agente remoto (A2A). Si usa in chat come gli altri, e si può scegliere come sotto-agente di un agente multiplo: il turno viene passato al server remoto, che risponde con il suo modello e i suoi strumenti. Da Userbot puoi cambiare nome, descrizione, icona e condivisione; il comportamento lo decide il server remoto.

L’agente non si elimina dalla pagina Agenti: sparisce quando elimini l’integrazione.

Prima di metterla in mano a tutti

Un’integrazione personalizzata è disponibile a tutta l’area di lavoro: chi la crea decide, di fatto, cosa l’AI potrà fare su quel sistema.

  • Provala tu, prima. Un errore su un’azione usata da tutti lo scoprono i colleghi, e su un sistema che scrive lo scoprono i vostri clienti.
  • Usa credenziali dedicate a Userbot, con i permessi minimi necessari, non quelle di un amministratore.
  • Esponi solo le operazioni che servono davvero. Un endpoint di cancellazione aggiunto «per completezza» prima o poi verrà chiamato.
  • Le azioni delle integrazioni personalizzate non hanno l’interruttore Chiedi conferma: se un’operazione non deve partire senza un controllo umano, non esporla.

L’eliminazione di un’integrazione personalizzata è definitiva e non si annulla. Le azioni collegate smettono di funzionare in chat e nei workflow che le usano, e un agente remoto A2A sparisce insieme all’integrazione.