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Scegliere i primi casi d'uso

Come si raccolgono, come si danno un punteggio, e quali sembrano buoni ma non lo sono
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Un caso d’uso è una frase che comincia con un verbo e nomina una persona vera: «l’ufficio gare risponde alle domande dei commerciali sui capitolati». Non è «migliorare la produttività del commerciale».

Se la frase non dice chi lo fa, quanto spesso e su quali documenti, non è ancora un caso d’uso ma un desiderio, e un desiderio non si può né valutare né costruire.

Come si raccolgono

Non con un sondaggio. Un modulo con la domanda «per cosa useresti l’AI?» torna indietro con 20 risposte generiche e nessuna utilizzabile, perché chiede alle persone di immaginare uno strumento che non hanno mai usato.

Si raccolgono seduti, 45 minuti per reparto, con il responsabile e due persone che fanno il lavoro. Le domande sono tre e vanno fatte in quest’ordine.

1

Cosa avete scritto la settimana scorsa? (15 minuti)

Non cosa fate, ma cosa avete scritto. Offerte, email, report, verbali, schede. Fatevelo dire con i nomi veri dei documenti. Qui esce il materiale grezzo.

2

Quale di queste cose è uguale ogni volta? (15 minuti)

Uguale nella struttura, non nel contenuto. Un’offerta cambia il cliente ma non cambia i capitoli. È la domanda che separa il ripetitivo dal nuovo.

3

Dove andate a cercare, quando la scrivete? (15 minuti)

Il listino, il contratto tipo, la procedura, il gestionale, il collega che sa. Questa risposta ti dice se il caso d’uso è alla vostra portata oggi o se dipende da qualcosa che non avete.

Da una conversazione così escono in genere 4 o 5 casi d’uso scritti bene. Da quattro reparti si arriva a una ventina, e a quel punto serve un modo per metterli in ordine che non sia l’opinione di chi parla più forte.

La griglia

Ogni caso d’uso prende da 1 a 3 punti su ciascun criterio. I valori sono descritti per esteso apposta: due persone che compilano la stessa riga separatamente devono arrivare allo stesso numero, altrimenti la griglia non serve a niente.

Criterio3 punti2 punti1 punto
FrequenzaPiù volte al giornoQualche volta a settimanaUna volta al mese o meno
Tempo per voltaOltre 30 minutiDa 10 a 30 minutiMeno di 10 minuti
VerificabileChi lo fa capisce in un minuto se è giusto, perché c’è un documento o un numero da confrontareServe un collega per capire se è giustoSi scopre settimane dopo
AutosufficienteBastano documenti che potete caricare oggiServe un’integrazione già presente in catalogoServe un dato che oggi non sta in nessun sistema raggiungibile
Rischio se sbagliaUna bozza che qualcuno rileggeUn documento internoQualcosa che esce verso il cliente senza rilettura

La somma va da 5 a 15.

TotaleQuandoCosa vuol dire
13-15OraParte nelle prime 6 settimane. Non più di tre, anche se ne hai cinque a quota 15
9-12DopoSta in un elenco con una data. Si riprende quando il pilota è chiuso
5-8Non oraSi scrive il motivo accanto e si archivia. Il motivo serve a non ridiscuterlo ogni mese

Il limite di tre non è prudenza. Ogni caso d’uso messo a «Ora» porta con sé dei documenti da caricare, un agente da provare, una persona che lo usi davvero e qualcuno che risponda quando non funziona. Tre riempiono già un trimestre.

Un esempio compilato

Cinque casi d’uso di mestieri diversi, con i punteggi già assegnati. Copia le colonne così come sono. L’ultima è quella che dice se il caso d’uso è descritto bene.

Caso d’usoChi lo faFreq.TempoVerif.Autosuff.RischioTotaleQuandoStrumento
Rispondere alle domande dei commerciali sui capitolati di garaUfficio gare3333315OraAgente
Scrivere la prima bozza di offerta partendo dal capitolato e dal listinoCommerciale2333314OraAgente
Preparare il riepilogo settimanale degli scostamenti dal budgetControllo di gestione2333213OraPrompt salvato
Preparare la prima risposta alle email sui resiSupporto3132312DopoAgente
Preparare la sintesi mensile delle novità normativeUfficio legale131117Non oraNessuno

Le due righe da leggere con attenzione sono l’ultima e la penultima.

Il supporto perde punti sul tempo, perché una risposta a un reso si scrive in cinque minuti, e sull’autosufficienza, perché serve la casella condivisa collegata. Resta un ottimo caso d’uso, semplicemente non è il primo.

L’ufficio legale ha il caso d’uso che tutti trovano più interessante e si ferma a 7. Non è verificabile, perché se una novità viene saltata te ne accorgi solo a un contenzioso, non è autosufficiente, e finisce davanti a un cliente. Il punteggio qui sta dicendo una cosa vera.

Sull’ultima colonna vale una regola pratica: se non riesci a scegliere un solo strumento, il caso d’uso è descritto troppo in grande e va spezzato. «Gestire le gare» non corrisponde a nessuno strumento in particolare, mentre «rispondere alle domande sui capitolati» e «compilare la scheda di conformità» ne hanno uno ciascuno, e sono due righe diverse.

A quale strumento corrisponde ciascuna forma

Forma del caso d’usoStrumentoCome si riconosce
Una richiesta che torna uguale, la fa una persona sola, il contenuto cambia ogni voltaPrompt salvatoTi accorgi di riscrivere le stesse istruzioni in chat
Lo stesso compito lo fanno più persone, sugli stessi documentiAgenteDue colleghi ti chiedono la stessa cosa nella stessa settimana
Un lavoro che dura settimane e il contesto si accumula strada facendoProgettoNon sai ancora dire in poche righe cosa deve fare
Una sequenza fissa di passaggi, senza conversazioneWorkflowLo sapresti disegnare come una catena di rettangoli
Qualcosa che deve partire a un orario, senza che nessuno la chiedaAttività schedulataLa frase comincia con «ogni lunedì»
Un metodo scritto che l’AI deve applicare da sola quando riconosce il casoSkillÈ una procedura che vale in molte conversazioni diverse
Un piccolo strumento con la sua interfaccia, per chi non sa formulare la richiestaMini AppChi lo userà preferirebbe compilare qualche campo invece di scrivere
Domande che arrivano da fuori, dai clientiCustomer ServiceIl destinatario non è un collega

I casi d’uso che sembrano buoni e non lo sono

«Rispondere alle email.» Non è un caso d’uso, è un reparto. Ci stanno dentro la risposta al reso, la conferma d’ordine, il recupero credito e la lamentela del cliente storico, che sono compiti diversi con rischi diversi. Va spezzato prima di essere valutato, e quando lo spezzi di solito scopri che qualche pezzo prende un punteggio alto e qualche altro molto basso.

«Automatizzare il ciclo dell’ordine.» Attraversa tre reparti e tre sistemi, e di solito almeno uno dei tre non ha un’integrazione pronta. Prende 1 sull’autosufficienza, e il lavoro per farlo funzionare va oltre il primo trimestre. Non è un caso d’uso sbagliato, ma se parte per primo alla fine del trimestre non hai niente da mostrare a chi ha firmato.

«L’assistente sul sito per i clienti.» È quello che chiedono quasi tutti al primo incontro, e prende 1 sul rischio, perché esce verso il cliente senza che nessuno rilegga. Diventa un buon caso d’uso quando in azienda c’è già qualcuno che sa scrivere e correggere le istruzioni di un agente, e quella è una cosa che si impara sui casi interni. Rimandarlo di qualche mese di solito lo fa riuscire, anticiparlo lo fa sbagliare in pubblico.

Quando si passa dal prompt all’agente

Conviene partire sempre dal prompt salvato, che costa 10 minuti e dice già se il caso d’uso regge. Diventa un agente quando succede almeno una di queste cose.

  • Lo stesso prompt è stato copiato in tre chat da tre persone diverse. È il segnale più affidabile, perché vuol dire che il compito non è di una persona sola.
  • Un collega ti chiede «come hai fatto a farti dare questa risposta». La configurazione sta nella tua testa, e finché ci resta il compito è tuo.
  • Il prompt è cresciuto perché ci incolli ogni volta gli stessi documenti. Quei documenti sono la conoscenza dell’agente, non il contenuto della richiesta. → Dare conoscenza a un agente
  • Il risultato deve essere lo stesso per tutti. Se il tono, il listino o la procedura applicata non possono variare da persona a persona, servono istruzioni scritte una volta sola. → Scrivere istruzioni efficaci

Il passaggio successivo, da agente a workflow, ha un segnale altrettanto netto: quando nessuno deve più chiedere niente. Se il compito parte a un orario o all’arrivo di un documento, e la conversazione non serve, quello non è un agente. → Panoramica delle automazioni

Il gruppo pilota serve anche a questo: far venire fuori in poche settimane quali prompt meritano di diventare agenti, invece di deciderlo a tavolino il primo giorno. → Il gruppo pilota